...affidare al mare pensieri e sogni, che saranno così cullati dalle onde prima di frangersi sugli scogli o di "straccare" su qualche spiaggia lontana...
HO FATTO UN SOGNO...
ieri pomeriggio mi sono addormentata per pochi minuti sul divano, e forse influenzata da una telefonata di un paio di giorni prima di un amico che mi diceva, tra le altre cose, di essersi tolto un capriccio comprandosi una macchina sportiva cabrio, ho sognato di fare un viaggio proprio su una macchina di quel genere...
non era proprio un viaggio, perchè non durava molto...dava più l'idea di una "gita fuori porta" poco impegnativa, giusto un mezzo pomeriggio...lontano dallo stress del quotidiano vivere...
però la sensazione era piacevole...la giornata era proprio come quella di ieri nella realtà...calda ed assolata, anche troppo per essere una giornata di fine settembre...
i capelli al vento...le chiacchere...le risate...
alla guida c'era proprio quel mio amico...o almeno, credo...all'inizio ho paura, non amo la velocità...ma poi mi tranquillizzo, perchè non va forte... o almeno...nel sogno mi pareva così...
chissà poi com'è viaggiare su un cabrio...mai provato...
e comunque arrivavamo in un posto carino, sul mare...ma non so identificarlo, come spesso succede quando ricordo un sogno, perchè non è un posto che conosco, quindi potrebbe anche non esistere...ci fermiamo...e...suona il telefono...mi rendo conto che non suona nel sogno, ma nella realtà... e mi sveglio...mannaggia...hanno pure sbagliato numero...mi sono svegliata per niente...non so come sarebbe andato avanti il sogno...magari avremmo fatto due passi, avremmo preso un caffè...che nella realtà ci promettiamo di prendere da un sacco di tempo e non abbiamo fatto mai per mancanza di tempo, perchè i nostri impegni non coincidono...o magari saremmo tornati indietro di corsa perchè ancora una volta gli impegni ci impedivano di prendere anche solo un caffè...
uffa...ma perchè ha squillato il telefono? voglio sapere la fine del sogno...perchè nella parte di cervello che riguarda i sogni non abbiamo il tasto pausa come nel video registratore?
mica per niente, ma magari avrei scoperto se esiste davvero e dov'è quell'angolo di paradiso...
se fosse così vicino ci andrei...magari anche da sola, e non certo con una macchina cabrio che io non ho...ma il posto era così carino...così rilassante...era così bello il panorama che mi pareva vero...il mare increspato, la brezza marina...ora che ci penso mi pareva si vedesse all'orizzonte la Gorgona...ma forse sono influenzata da ciò che conosco...la Gorgona si vede anche da Viareggio...
anche il vento durante il viaggio di andata mi sembrava di sentirlo veramente tra i capelli..
non so com'è stato il viaggio di ritorno... me lo sono perso...per colpa di un telefono...la prossima volta lo stacco...pausa di riflessione...se il viaggio di ritorno non c'è stato...forse sono ancora laggiù...che bello....magari mi sono addormentata su uno scoglio, o su una spiaggia, e sto sognando di scrivere un post sul mio blog...e tra poco il mio amico mi sveglia e mi dice "mi spiace, ma dobbiamo andare" lui è sempre di corsa...ma almeno il caffè l'abbiamo preso?
devo telefonargli e chiedergli se mi porta a fare un giro in macchina...voglio provare la sensazione del vento nei capelli...e poi ha un debito con me...avanzo un caffè...anche nel sogno non siamo riusciti a prenderlo...o forse si? va be', ne beviamo un altro...
C'E' IL PANE E LA SASSATA...
c'è una cena tra amici di un normale venerdì qualsiasi che mi fa trascorrere ore serene, malgrado i problemi, e malgrado gli acciacchi post-incidente...
durante la quale l'armonia regna sovrana, oltre all'allegria e tante altre "atmosfere quasi magiche" con un sacco di sensazioni positive sospese nell'aria...
ed un libro in regalo, da un'amica...un regalo a sorpresa e per questo, e non solo, ancora più gradito...un regalo che assume mille significati...
poi c'è una conseguenza proprio dell'incidente che mi fa star male dopo la bella serata, e anche il giorno dopo... e sto talmente male che devo tornare in ospedale e ci devo restare per tre giorni...
poi c'è la contentezza del ritorno a casa, con i disturbi attenuati e la speranza che piano piano spariscano del tutto...e c'è invece il risveglio con i soliti disturbi, e la paura di star di nuovo male come sabato...
e ci sono i piccoli problemi quotidiani, che si vanno ad aggiungere ai grandi problemi da affrontare, da risolvere, da superare....
poi ci sono gli amici che telefonano...
poi ci sono certe persone che sarebbe meglio non telefonassero...
poi c'è un'amica che mi viene a trovare, e mi regala un libro, che per mille motivi mi fa piacere...
poi c'è la prospettiva di un lavoro...
poi c'è una giornata uggiosa...ma resa piacevole dal mio angioletto-diavoletto...per il quale cerco di dimenticare i malesseri ed i malumori...e giochiamo...e lo guardo mentre fa i compiti e disegna...e lo accompagno a mangiare un gelato...
poi c'è di nuovo quel disturbo che viene fuori...
ma c'è anche una cenetta coi fiocchi che preparo al mio angioletto-diavoletto...
è proprio vero, come dicevano i vecchi viareggini...c'è il pane e la sassata...
UN ANNO DI BLOG...
E così anche il mio bloggettino ha un anno!
Un anno di pensieri affidati al mare...
perchè è così che io vivo il blog: scrivo... ma non so e non mi importa sapere se e quando qualcuno leggerà, nè in quanti leggeranno, i miei pensieri...
proprio come mettere un messaggio in una bottiglia e gettarlo in mare...
un anno di incontri e conoscenze virtuali...
un anno di approfondimenti di rapporti con persone che non sapevano poi molto di me e che mi hanno conosciuto meglio attraverso il blog...
un anno di post scritti in momenti di rabbia, o di felicità, o di riflessione, o di serenità...
un anno di commenti affettuosi, spesso costruttivi, talvolta idioti...
un anno in cui qualcuno ha letto e capito il senso, qualcuno invece ha frainteso, qualcuno ha pensato di riconoscere persone di cui io non ho affatto parlato...qualcuno invece non si è riconosciuto ma non importa, qualcun altro invece si è riconosciuto e mi ha fatto piacere...
ho pensato anche, specie ultimamente, di non scrivere più, per una serie di motivi...
ma poi ho pensato di non curarmi di loro (certi idioti) ma di lasciare e passare (Virgilio docet)...
mi piace avere questo diario virtuale, e lo continuerò...magari visto che scrivo per me e solo quando mi va, non sarà sempre aggiornatissimo, ma resterà una spiaggetta dove passare un momento di tranquillità, o dove rifugiarmi nei momenti tristi...
Stamani è stato un momento di tranquillità.
Il cielo è grigio ma io sono serena.