...affidare al mare pensieri e sogni, che saranno così cullati dalle onde prima di frangersi sugli scogli o di "straccare" su qualche spiaggia lontana...
E' quasi Natale...una festa che non sopporto.
La considero il festival dell'ipocrisia. Tutti buoni, tutti bravi...persone che non senti per un anno intero e poi ti chiamano per farti gli auguri...auguri di che? auguri per cosa?
Augurare qualcosa di buono a qualcuno implica ce tu ci tenga a quel qualcuno. Altrimenti è pura formalità e sincera ipocrisia. Perchè se ci tieni a qualcuno, ti preoccupi di sapere come sta, anche fuori dalle feste comandate.
Ma poi ci sono le circostanze, le convenienze, le apparenze...e così anch'io mi troverò a dire "Auguri" a qualcuno che mi sta totalmente indifferente, anzi, magari mi sta anche un po' sulle palle...perchè io non sono certo migliore di tanti altri.
Ma almeno a chi tengo veramente cerco di dare segnali d'affetto e di presenza anche extra natale. Se posso. Se ci riesco. Non sempre, purtroppo.
Però non voglio dire che tutti gli auguri fatti a Natale sono falsi o ipocriti. Spesso il tempo ci manca, pensiamo a qualcuno in un momento in cui non possiamo telefonare, rimandiamo a più tardi ma poi ci passa di mente, non perchè non sia importante ma perchè un altro impegno ci assorbe tempo ed energia, e ci ritroviamo a ricordare quelle telefonata che volevamo fare solo a tarda sera, quando pensiamo che non è il caso...e i giorni passano, e allora a Natale grazie alle ferie abbiamo più tempo libero, andiamo meno di corsa, e ne approfittiamo per fare anche gli auguri. In questo caso sinceri.
Da quando ho un figlio ho recuperato questa festa, che sa di famiglia. E apprezzo un po' di più tutto il significato che dovrebbe avere (anche se non sono praticante e ho una religiosità tutta mia) e cerco di trasmettere al bimbo la tradizione cercando di spiegargli che natale non è solo regali e panettone. Ma è ancora piccolo. E per lui Natale è soprattutto Babbo Natale. Che quest'anno arriverà davvero con la slitta, visto che lo festeggiamo in montagna. Perchè anche se le renne di Babbo Natale volano, era duro spiegargli come arrivassero a Viareggio senza neve! Beata ingenuità. Questa tenerezza che trovo nella credulità di mio figlio, e la fantasia che mette in questo periodo di attesa mi rendono tutto più sopportabile e anche affascinante. Ma solo un po'.
per questo comunque sto abbandonando certe tradizioni...un paio d'anni fa ho abolito i regali (non ne voglio e non ne faccio) tranne che al piccolo di casa. E quest'anno abbandono anche il tacito obbligo ricordato dal proverbio "natale con i tuoi e pasqua con chi vuoi" perchè partiamo il 24 mattina...mi sono proprio rotta. Tanto comunque faccio, c'è sempre qualcuno che si lamenta. E allora d'ora in avanti, sarò la Tiziana vera sempre. Scomoda e schietta, a prescindere da tutto e da tutti. Se devo comunque essere criticata, tanto vale che faccio come mi pare. Almeno sono a posto con me stessa. E non solo riguardo al Natale. Ho realizzato che più cerco di andare incontro alle esigenze ed alle idee altrui, e meno ci riesco. E allora d'ora in avanti farò i conti solo con la mia coscienza. Se con la coscienza sono a posto, tutto il resto è noia.
E tornando al natale, il proverbio dice con i tuoi, mica specifica con i tuoi cosa...e io parto con i miei: i miei uomini. figlio e marito. chi può dire che non farò Natale con i miei? non lo farò con i miei genitori, nè con altri parenti diretti od acquisiti...lo farò con la mia famiglia. E mi pare la cosa più importante. Sperando in una vacanza serena, a prescindere dal Natale.
E adesso...auguri a tutti. Sinceri, malgrado la premessa.
FELICITA'
Il mio commento ad un post su un blog di un'amica mi ha fatto venir la voglia di scrivere anche qui una mia riflessione.
Penso che la felicità sia come la libertà che cantava Gaber: partecipazione.
Si, la felicità è partecipazione.
E' partecipare alla vita, non subirla.
E' vivere e non lasciarsi vivere.
E' in ogni cosa che nasce e poi, solo poi, muore.
Può essere in un raggio di sole o anche in un una goccia di pioggia.
E' in ogni cosa che vive e ci fa sentire vivi.
E' in ogni cosa che ci rende partecipi di qualcosa.
Ecco perchè la felicità è partecipazione.
E perchè la libertà è felicità.
E perchè la felicità è libertà.
Ma si, il mio domani è stato decisamente migliore, grazie al mio meraviglioso bambino.
Devo "agire" con calma, ma intanto continuo a "reagire".
Non so ancora come sarà domani, ma intanto cerco di vivere oggi con serenità.
Io ho il diritto di essere serena, ma ho anche, e soprattutto, il dovere di trasmettere serenità a mio figlio.
E così domenica ce ne siamo andati in centro a vedere gli artisti di strada che a lui piacciono tanto.
Giocolieri, trampolieri, burattinai, clown, mangia fuoco...lui faceva festa a tutto incurante del mal tempo mentre loro sfidavano la pioggia che a tratti cadeva a scrosci, per poi fermarsi e ricominciare fine fine, fitta fitta ed uggiosa.
Un gelato per merenda, una pizza per cena. Tanta fantasia che mi ha contagiato, tanto entusiasmo che mi ha coinvolto, il suo "grazie mamma, che bella giornata" detto abbracciandomi che mi ha emozionato e fatto dimenticare tutto il resto...
sto male!!! vorrei urlare, forse mi sfogherei,
volevo piangere, e questo finalmente lo sto facendo... da giorni non uscivano neanche le lacrime
il dolore a volte è talmente forte che non lo senti più...
ti abitui, ci convivi, lo sopporti...ma adesso basta...
finora ho cercato di reagire...adesso è l'ora di AGIRE...
coraggio tiziana, con calma...ce la puoi fare...
intanto un bel sonno, domani è un altro giorno...
ed anche se l'orologio dice che è già domani, per me è ancora oggi e quindi posso sperare in un domani migliore...